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"Il libro dell'acqua ".
Pinacoteca de Jesi. Edizioni Comune de Jesei. 50 pag. 7,00€.
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Tirar una pedra al riu per veure si arriba a Nàpols. 150x300 cm.
Titolo del lavoro
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IL LIBRO DELL'ACQUA. 2007
"Nessun vascello c'è che come un libro possa portarci in contrade lontane"
Emily Dickinson
Massana ci offre un libro non da sfogliare, ma perché il lettore entri nelle sue pagine in cerca del codice per decifrare un alfabeto accattivante ma insolito, il cui sistema razionale di lettere e numeri è decontestualizzato, in attesa di qualcuno che lo riordini e colleghi i vari elementi fra di loro, svelando, per questa via, un significato prevalentemente emotivo.
Il libro consiste, naturalmente, anche in lavori su carta, ma la filosofia di vita di Massana, secondo la quale tutta la vita è un libro da studiare, lo spinge non solo all'uso di materiali diversissimi applicati sul supporto pittorico, rendendolo in tal modo tridimensionale, ma anche a sculture di diverse dimensioni che compongono installazioni spaziali in un libro che ci assorbe come visitatori di una mostra.
In perfetta concordanza con il titolo "Il libro dell'acqua", che suggerisce forme effimere e fugaci, Massana stavolta si serve anche dell'arte legata al concetto del tempo, integrando dei video nelle sue composizioni.
Julia Draganovic Directora del PAN (Palazzo dell'Arti Napoli)
Il libro dell'acqua (Vanilla Edizioni) Albissola Marina, 2007. 80 pag. 18,00€
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Titolo del lavoro
13 97x32 cm.
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EL LLIBRE DELS ARBRES 2006
Ha senso, alla fine, dipingere dopo Tàpies, ancorati come siamo ora in pieno relazionismo, o era visuale?
C’è lo spiraglio dell’intelligenza emozionale per galleggiare in questa decostruzione del sistema.
L’único modo per galleggiare nella soggettività indefinita che si trasforma in cenni pulsionali, attivi intensi. Un cammino.
Josep Miquel García Frammento tratto dal “Llibre dels arbres” Galeria Carme Espinet, Barcellona 2006
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Titolo del lavoro
INICIS II 120x120 cm.
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IL LIBRO DEGLI ALBERI 2006
Massana raggiunge un tipo differente di figurazione che esplora il visibile, che lo genera senza basarsi su un modello da riprodurre, ma lasciando affiorare dal vissuto e dalla memoria, un “teatro di cose”, oggetti, tracce, materie note all’artista ma, non per questo, meno straordinarie. Stimolato continuamente da forme, colori, suoni, odori, tensioni (“ti ricordi adesso...”7), Massana si colloca in una posizione adattata per accogliere rivelazioni epifaniche, presenze emblematiche di valore archetipico, trascinate all’ombra nera dei ricordi, raccolte in una nuova specialità pittorica, ed, infine, raccontate nelle pagine di questo libro sugli alberi.
Chiara Canali Frammento tratto dal catalogo “Il libro degli alberi” Galleria il torchio, Costantini-Milano, 2006
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Titolo del lavoro
Cal·ligrafia 121,5x92 cm.
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LO LLIBRE DELS NÚVOLS 2004
Joanpere Massana cerca e indaga nella natura, nei suoi vissuti, nel suo ambiente; cerca e va a curiosare nei suoi ricordi, per trovare, di nuovo, il senso vitale dell’esistenza.
È per questo che la sua opera sorprende e soddisfa. Joanpere Massana ci avvicina a quel senso primigenio dell’opera artistica, tra l’apprensione del mondo degli uomini primitivi e la voglia di commuovere della pittura cristiana.
Massana ci fornisce una dimensione della pittura diversa, ci dà una lezione, in parte umanistica, in parte mistica: considera il mondo, l’ambiente come l’unico parametro al quale afferrarsi –il mondo incontaminato e primigenio-.
Francesc Miralles, crítico della mostra Frammento tratto da “Lo llibre dels núvols” Galeria Carme Espinet, Barcellona 2004
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Titolo del lavoro
Recollir les últimes gotes 60x60 cm.
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UN LIBRO PER JANA 2003
Inoltre, l’autore non fa sua la vista infantile, ma piuttosto il cuore, lo spirito, l’anima. Nelle opere non si osserva l’infanzia, si respira. Non si può studiare, bisogna tuffarsi in essa. Tutto sembra solo momentaneo, destinato a durare poco. Ha cercato di raggiungere la sicurezza di chi pensa che nulla debba finire, che il sole non sia costretto a tramontare. Ha trovato tutto ciò nel segno e nei gesti dell’infanzia.
Maurizio Sciaccaluga Frammento tratto dal libro “Un libro per Jana”, Galleria il torchio, Costantini-Milano, 2003
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Des del balcó 50x65 cm.
Titolo del lavoro
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UN LLIBRE PER LA JANA 2003
Vorrei inventarmi un libro dove le parole sono un solco nella terra, e dove il piantare piccole gocce di colori si trasforma in respirazione ogni volta che apriamo gli occhi del cuore.
Vorrei Spiegarti il mondo con una linea ed i pensieri con uno scarabocchio che si estende fino all’infinito, attraversando materie e forme che non diventano mai concrete e sguardi che, quando si vogliono fermare non possono, per la paura di perdersi nel loro proprio cammino.
Joanpere Massana Frammento tratto da “Un llibre per la Jana”, Galeria Collage, Lleida 2003
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Pedra - Paper - Tisora - 45x123 cm.
Titolo del lavoro
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LO LLIBRE DELS JOCS 2002
Oltre all’aspetto più immediato e favolista, esiste in Massana il piacere dell’enumerazione, del mettere in ordine le cose, del mettere in fila gli elementi necessari per raggiungere la conoscenza. Questo è il tocco di modernità che più spicca nel giovane catalano. Artista, entomologo, botanico, zoologo, osservatore del mondo. E poi narratore. Perchè lo sguardo sul mondo continua ad essere il primo passo del processo intellettivo.
Luca Beatrice Frammento tratto dal libro “Il libro dei giochi”, Milano 2002
Queste pagine si mostrano bianche e, è necessario grattare, macchiare, far affiorare ciò che contengono. Quello che ci offre ora Joanpere è un racconto plastico, come i “retablos” medievali, ma dove l’essenziale è il tatto, la sensazione di una visualità tattile. Questo è ciò che permette l’arte contemporanea.
Arnau Puig, filosofo e critico d’arte Frammento tratto dal libro “il libro dei giochi”, Barcellona-Milano 2002
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